POLISONNOGRAFIA

La polisonnografia è un test diagnostico non invasivo e indolore che misura la qualità del sonno, viene effettuato durante tutta la notte e consiste nella registrazione continua e simultanea, attraverso una serie di elettrodi posti sulla cute, di tutti i parametri cardiaci, respiratori, dello stato di ossigenazione del sangue e della attività cerebrale.

La Polisonnografia è utile per diagnosticare la sindrome delle apnee notturne durante il sonno, una patologia molto seria anche se generalmente poco conosciuta.

SINDROME DELLE APNEE DURANTE IL SONNO

Il termine "apnea" identifica un arresto della respirazione che se si prolunga per 10 secondi o più e, se si ripete per molte volte nel corso della notte di sonno, può comportare rischi importanti per la salute. Perché l'apnea si possa interrompere e il passaggio dell'aria riprendere è necessario che il cervello "si svegli" anche se per pochissimi secondi. Questi micro risvegli spesso non sono avvertiti a livello cosciente ma determinano una frammentazione del sonno (particolarmente della fase REM, quella fase cioè in cui il cervello veramente si riposa).

In una notte il numero di queste apnee può arrivare a superare le 30 per ogni ora di sonno. Nei momenti fra una apnea e l’altra, quasi sempre, si può avvertire russamento. A causa dei ripetuti micro risvegli, il sonno risulta poco riposante e si accompagna spesso alla pesante sensazione di eccessiva sonnolenza durante le ore diurne.

Durante la visita specialistica, sulla base dei riferimenti anamnestici e dei segnali clinici fisici, il medico è solitamente in grado di porre sospetto di sindrome delle apnee durante il sonno. I sintomi clinici che aiutano nella diagnosi di questo tipo di disturbo del sonno sono: l'estrema affaticabilità e perdita di ogni energia, depressione o irritabilità, difficoltà di concentrazione, mal di testa mattutino o sonnolenza e difficoltà a rimanere svegli durante la visione di un film o la lettura di un libro.

SINDROME DELLE APNEE NOTTURNE: QUALI SONO I RISCHI?

La sindrome delle apnee durante il sonno si manifesta in tutte le età e colpisce il 4% degli uomini, il 2% delle donne e si stima intorno al 2% dei bambini tra i quattro ed i cinque anni. È stato calcolato che circa due milioni di Italiani possano soffrire di questa malattia. Le persone più a rischio sono coloro che presentano forte russamento notturno, che sono in sovrappeso, che hanno la pressione del sangue alta, aritmie cardiache e che presentano anomalie strutturali a livello del naso o della gola.

Tra le prime conseguenze troviamo sicuramente stanchezza e sonnolenza costanti, ma questa sindrome incide aumentando in modo diretto o indiretto il rischio di sviluppare altre patologie e disturbi.

Durante le apnee l'ossigenazione del sangue diminuisce creando uno stato di "stress" reiterato per gli organi più sensibili allo stato di ossigenazione e cioè cuore e cervello, determinando conseguenze di tipo cardiovascolare.

È infatti comune che la sindrome delle apnee durante il sonno si accompagni ad alterazioni della pressione sanguigna (ipertensione) e del battito cardiaco (aritmie). Inoltre i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione normale, di avere importanti conseguenze come infarto cardiaco o ictus cerebrale.
A causa dell’eccessiva sonnolenza diurna, che può arrivare a compromettere le normali occupazioni di vita sociale e lavorativa, i pazienti hanno un elevatissimo rischio di incorrere in incidenti automobilistici e sul lavoro.

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