Visita neurochirurgica, quando è necessario richiederla?

A cura del dott. Stefano MARASCO, Medico Chirurgo specialista in Neurochirurgia (AUSL Valle d’Aosta)

Quando richiedere una visita neurochirurgica?

La visita specialistica Neurochirurgica è fortemente raccomandata in caso di diagnosi cliniche-radiologiche di patologia oncologica (maligna e benigna) e vascolare (aneurismi, malformazioni artero-venose MAV e angiomi cavernosi) del cervello (incluse anche diagnosi di idrocefalo normoteso dell’anziano); diagnosi e trattamento, inoltre, delle patologie della colonna vertebrale (ernie del disco cervicali, dorsali e lombosacrali; discopatia degenerative, spondilolistesi, stenosi/restringimento del canale vertebrale e patologia oncologica della colonna). Terapia infiltrativa a livello della colonna per lombalgia e lombosciatalgia resistenti a trattamenti farmacologici.

Risulta inoltre indicata in caso di riscontro di ernie del disco, discopatie degenerative e/o spondilolistesi (es. anterolistesi e/o retrolistesi) cervicali, dorsali e/o lombosacrali soprattutto nei casi resistenti alle comuni terapie farmacologiche anti-infiammatorie. Dovrebbe essere eseguita con priorità breve/urgente nei casi in cui al dolore si associ anche un deficit di forza e/o di sensibilità ad uno o più arti. Di seguito le principali patologie neurochirurgiche.

Ernia del disco e/o discopatia degenerativa cervicale.

L’ernia del disco rappresenta la fuoriuscita del materiale intradiscale (nucleo polposo) dal cosiddetto anello fibroso (porzione esterna del disco stesso). In base alle dimensioni del frammento erniario stesso possono verificarsi due principali condizioni cliniche:

– Radiculopatia: Si verifica quando il frammento erniario entra in conflitto con una delle radici nervose cervicali causando dolore all’arto superiore stesso con associate parestesie, formicolii e in casi di più grave compressione, anche deficit di forza dell’arto stesso.

– Mielopatia cervicale: condizione più grave e che richiede una valutazione neurochirurgica urgente. Si verifica nel momento in cui per le maggiori dimensioni del frammento erniario, associate più o meno a stenosi del canale cervicale congenita/acquisita, determinano una compressione con danno del midollo spinale stesso. La sintomatologia in genere prevede, oltre che disturbi agli arti superiori (disestesie, parestesie e deficit di forza), anche agli arti inferiori con difficoltà nella deambulazione e sensazione di “gambe rigide” (ipertonia, presenza di cloni ecc).

Ernia del disco e/o discopatia degenerativa lombosacrale.

La presenza di un ernia del disco lombare e/o la stenosi (restringimento) di una dei forami di coniugazione, possono causare compressione di una delle radici nervose lombare con due possibili quadro clinici:

– Lombocruralgia: dolore lombare con irradiazione sulla superficie anteriore e/o antero-mediale della coscia.

– Lombosciatalgia: dolore lombare con irradiazione in genere sulla superficie antero-laterale o posteriore della coscia, con interessamento della gamba e del piede.

Anche in questi casi la presenza all’esordio di deficit di forza ad uno o più muscoli dell’arto inferiore richiede una visita neurochirurgica urgente.

In caso contrario una visita neurochirurgica si rende necessaria in se la sintomatologia dolorosa persiste nonostante terapia anti-infiammatorie/antidolorifiche.

La Sindrome della cauda equina rappresenta un’emergenza neurochirurgica. Una condizione in cui la presenza di una voluminosa ernia del disco determina la compressione di tutte le radici situate nel canale vertebrale lombare con conseguente deficit di forza e/o di sensibilità ad una o entrambe le gambe, disturbo sfinterico soprattutto urinario (perlopiù ritenzione urinaria, mancata percezione dello stimolo minzionale) e ipoestesia (mancanza di sensibilità) nella regione sellare (genitali esterni e area perineale).

 

 

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